I GRANDI PITTORI E ILLUSTRATORI NATURALISTI ITALIANI DEL ‘900

Un’esposizione che celebra l’incontro tra la nobiltà del paesaggio polesano e l’eccellenza della pittura naturalistica italiana. Incastonata nei saloni del Museo Etnografico “Il Manegium”, situati all’interno del Palazzo Manegium, a Fratta Polesine. L’esposizione nasce come evento d’onore in occasione dell’ VIII edizione del Raduno Triennale dello Spinone italiano, ospiterà una selezione di opere di grandi pittori e illustratori naturalisti italiani del ‘900 attraverso Roberto Lemmi, Mario Norfini e Pier Luigi Vestrini.

Oltre 50 opere selezionate e provenienti dalla pinacoteca privata del Cav. Roberto Basso e Dott. Corrado Gilardoni inerenti tra i più noti e apprezzati pittori e illustratori animalier italiani, della prima metà del Novecento: Roberto Lemmi (Firenze, 1901 – 1971), Mario Norfini (Pescia, 1870-1957) e Pier Luigi Vestrini (Rosignano Marittimo, 1905 – 1989). Trattasi di opere realizzate con diverse tecniche pittoriche: oli, tempere, acquarelli, chine ed anche tecniche miste. Questi grandi illustratori hanno per decenni realizzato copertine di riviste o libri illustrando anche il loro interno per alcune tra le più prestigiose case editrici italiane e straniere, vedi ad esempio: Hoepli, Vallecchi Editori, Paravia, Nerbini e molte altre. Sono opere che raffigurano soprattutto ritratti o scene cinegetiche rivolte a razze di cani endemici italiani oppure, animali selvatici nel loro ambiente naturale. L’occhio esperto di questi valenti artisti ha saputo fissare sulla tela quei momenti di vita quotidiana più intimi e cari a tutti coloro che amano le attività all’aria aperta e la natura incontaminata.

Dipingere animali non è facile: dipingerli nel loro ambiente nelle loro pose abituali è ancora più difficile. Un selvatico che si mimetizza nel bosco o che fugge inseguito da un predatore è il risultato di una straordinaria capacità artistica che presuppone una profonda conoscenza dell’ambiente naturale. Queste opere esposte offrono sensazioni che da tempo sono sfuggite alla nostra percezione, abituati come siamo a recepire solo gli stimoli offerti dai sempre più numerosi, pure interessanti, documentari naturalistici. Le opere di questi artisti esprimono appieno l’amore per la natura e per l’arte. Fissare il movimento degli animali selvatici, il saperli imprimere su una superficie piana è anche occasione per rendersi conto che, nel rispetto delle diverse sensibilità e passioni, resta comunque fondamentale la necessità, sempre più emergente, di proteggere e salvaguardare la natura e la sua preziosa biodiversità. L’esposizione sarà curata personalmente dal Dott. Roberto Basso, già direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Jesolo, ora fondatore e direttore del Museo Venatorio Itinerante, coadiuvato da alcuni suoi stretti collaboratori dipendenti dell’Ass. ARCA 113 Ecologico O.D.V.

Roberto Lemmi (Firenze, 1901 – 1971)

Nato a Firenze il 24 marzo 1901, è considerato uno dei maggiori pittori e illustratori animalier del Novecento. Appassionato naturalista e cacciatore fin da giovanissimo, si distinse per la sua abilità nel disegnare animali. Diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, condusse una vita schiva e riservata nella sua città natale. Collaborò come illustratore con importanti case editrici dell’epoca; nel 1936 nacque il sodalizio con l’editore Enrico Vallecchi che durò fino al 1971, anno della sua morte, durante il quale realizzò quasi tutte le copertine della rivista venatoria Diana. Anche riviste venatorie straniere ricorsero alla sua collaborazione, confermando la sua valenza artistica a livello europeo.

Come autore di fumetti collaborò con l’editore Nerbini, realizzando il personaggio del Giustiziere Mascherato. Fu illustratore di moltissimi libri, autore di vignette e manifesti pubblicitari per importanti aziende come FIAT, Piaggio, Belfe e Beretta. Erede della tradizione pittorica toscana dell’Ottocento, si ispirò al realismo e alla rappresentazione della natura, ma il suo essere anche illustratore e fumettista conferì alle sue opere una particolare espressività.

Progettò e dipinse sfondi di grandi diorami realizzati nel Laboratorio di Zoologia Applicata di Bologna. Naturalista con sentimento, approfondì anche gli aspetti etologici e scientifici degli animali che descrisse, confrontandosi con i maggiori ricercatori dell’epoca.

Dalle opere di Lemmi emergono alcuni tratti essenziali che si fondono magistralmente come l’attenzione a ritrarre gli animali nella loro livrea primaverile o invernale nella cornice emotiva della natura che li circonda. Nelle opere più riuscite riesce a trovare un perfetto equilibrio tra la precisione naturalistica, il movimento, il fascino della natura e l’atmosfera della caccia. Si definiva pittore “animalier” e dichiarava di non aver avuto maestri, ma di essersi ispirato direttamente alla natura. Come vero e proprio cacciatore di immagini, fu in grado di tradurre emozioni e situazioni trasferendo nelle sue opere, in bianco e nero o a colori, gli stimoli e i sentimenti percepiti che le rendono particolarmente ammirate.

Numerose le mostre postume: nel 2000 nella gipsoteca di Pescia (PT); nel 2006 a Firenze presso la Limonaia di Palazzo Medici Riccardi; nel 2007 presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Roma; nel 2009 a Trento al Museo Trentino di Scienze Naturali e nel 2010 nel Civico Museo di Storia Naturale di Jesolo (VE).

Tra i contributi monografici segnaliamo: Pittori e scultori nell’Arte Animalier del ‘900 italiano, a cura di Ugo Massimo Cacciapuoti, Editoriale Olimpia Spa 2008, Sesto Fiorentino (FI) e Vita e opere di Roberto Lemmi, a cura di Roberto Basso, Treviso, Grafiche Italprint, 2012.

Mario Norfini (Pescia, 1870 – 1956)

Nato a Pescia il 4 settembre 1870, è figlio di Luigi Norfini, pittore alla corte di Vittorio Emanuele II, ritrattista di grido, esperto in rappresentazioni di battaglie risorgimentali e direttore della pinacoteca di Lucca. Fin da giovanissimo Mario si dilettava a disegnare animali. Frequentò l’Istituto di Belle Arti di Lucca dove, nel 1892, ottenne una lode speciale nel corso superiore di pittura. Spirito eclettico, ironico e avventuroso, a vent’anni si innamorò di una trapezista e si unì al Circo Kröne di Genova, divenendo domatore di leoni. Rientrato in Toscana si avvicinò di nuovo alla pittura e si dedicò all’insegnamento presso l’Istituto di Belle Arti di Lucca. Nel 1908 si trasferì a Milano dove iniziò, spinto dalla passione per gli animali, la carriera di pittore – illustratore animalier.

Agli inizi del Novecento è autore di una quantità enorme di cartoline, allora nuovo strumento di comunicazione paragonabile all’odierno internet. Così milioni di persone all’epoca si scambiavano auguri e saluti da un luogo all’altro del pianeta attraverso i suoi acquarelli.

Espose raramente sue opere, ma ottenne un enorme successo in una mostra tenutasi a Genova agli inizi degli anni tenta, dove tutte le opere vennero acquistate. Fu amico di Luigi Ghidini, autore di numerosi libri di argomento venatorio. È illustratore di testi di cinofilia e tecniche venatorie per case editrici quali Vallardi e Hoepli, del famoso volume Ornitologia italiana (1929) del conte Arrigoni degli Oddi.

Collaborò al Corriere della Sera e al Corriere dei Piccoli, per il quale creò i personaggi Porcellino e Biribì. Disegnò vignette satiriche, caricature, cartoline storiche, manifesti pubblicitari e illustrò libri per bambini e importanti testi di cinofilia. Nel suo studio milanese impartiva lezioni di acquerello agli studenti dell’Istituto d’arte di Milano e Torino.

Nel 1942 dalla morte della moglie condusse vita ritirata dedicandosi totalmente all’attività artistica. Morì a Milano nel 1956.

Una produzione intensissima e varia che si contraddistingue per l’alta qualità delle tecniche pittoriche e grafiche che affiancano uno studio rigoroso nel riprodurre gli animali a partire dall’anatomia.

Tra le mostre recenti: Roma 2007; Arte animalista del ‘900 italiano, Jesolo (VE) 2009; Pittori e illustratori italiani del ‘900; Pescia (PT), Gipsoteca Libero Andreotti 2010; Mario Norfini pittore delle cacce e degli animali, Rosignano Marittimo (LI), Castello Pasquini di Castiglioncello 2015.

Editoriale Olimpia Spa 2008, Sesto Fiorentino (FI) e Vita e opere di Mario Norfini, a cura di Roberto Basso e Andrea Bolzonetti, Treviso, grafiche Italprint, 2008.

PIER LUIGI VESTRINI (1905 – 1989)

Pier Luigi Vestrini è nato a Firenze nel 1905 ed è scomparso a Rosignone Marittimo nel 1989. Oltre che pittore è stato un canottiere italiano. Con il fratello Renzo fu quattro volte campione italiano nelle gare di due e due senza, oltre che medaglia d’oro e d’argento ai Campionati Europei del 1926, 1927 e 1929.

Pier Luigi è stato appassionato cacciatore, allevatore e addestratore di cani da caccia, fu una delle personalità di spicco dell’ENCI nonché cofondatore del Pointer Club Italia.

Da sempre appassionato di arte, si dedica essenzialmente a una pittura di genere ispirata alla sua Maremma. Allievo del macchiaiolo Angiolo Tommasi, fin dalla giovane età si dedica alla pittura di scene di caccia, di paesaggi maremmani, cavalli, butteri, buoi e nature morte, dedicandosi a tematiche relative al lavoro ed alla vita nei campi. La sua produzione pittorica è composta soprattutto da scene di vita quotidiana di campagna, episodi di caccia e ritratti di animali.

La sua opera artistica può essere definita di genere, ovvero la rappresentazione di episodi di vita quotidiana e di soggetti domestici che, a lungo considerati come minori, solo a partire dal XVII Secolo cominciarono ad essere considerati della stessa importanza di quelli storici o religiosi. In particolare, furono gli impressionisti a prediligere soggetti legati alla vita moderna in ambientazioni urbane e borghesi mentre, in Italia, movimenti come quelli di divisionisti o dei macchiaioli si dedicarono a tematiche relative al lavoro e alla vita nei campi. Queste opere si distinguono per l’eccellenza della qualità tecnica esecutiva e per la straordinaria resa naturalistica e la precisa descrizione dell’ambiente.

La vita e il lavoro dei campi e gli animali vengono rappresentati con un ridondante realismo estrapolato dalla tradizione macchiaiola.

I suoi quadri sono stati pubblicati da numerose riviste di settore.

I cenni biografici e le monografie sono molto scarsi, ma proprio nel 2025, dal 26 aprile al 4 maggio, il Comune di Rosignano Marittimo (LI) ha celebrato al Castello Pasquini di Castiglioncello le opere di Pier Luigi Vestrini con la mostra Storie e colori di una grande passione. L’arte come autentica testimone della pratica venatoria.