L’Eleganza nel Tempo:
I Luoghi Storici dell’VIII Triennale Mondiale dello Spinone italiano
Villa Badoer: Il Volto Umano del Rinascimento
Situata a Fratta Polesine, Villa Badoer (detta “La Badoera”) è uno dei capolavori più iconici di Andrea Palladio, inserita dal 1996 nella lista dei Patrimoni dell’Umanità UNESCO. Costruita tra il 1554 e il 1556, rappresenta l’equilibrio perfetto tra l’eleganza di un tempio classico e la funzionalità di un’azienda agricola. È la prima villa in cui Palladio utilizzò un frontone monumentale su una base rialzata, conferendo all’edificio un’aura di solennità regale. L’elemento più distintivo sono i due grandi colonnati a semicerchio (barchesse) che abbracciano il visitatore, una soluzione scenografica che anticipa il barocco. All’interno, le sale sono decorate dai raffinati affreschi di Giallo Fiorentino, che spaziano da grottesche fantasiose a scene mitologiche ricche di dettagli. Oggi la Villa non è solo un monumento architettonico, ma ospita anche il Museo Archeologico Nazionale di Fratta Polesine, rendendola una tappa fondamentale per chi desidera unire l’amore per l’arte rinascimentale alla scoperta delle antiche civiltà del territorio.


Villa Grimani Molin Avezzù
La villa fu edificata verso il 1570, probabilmente su commissione di Vincenzo Grimani. Sebbene l’architetto rimanga ufficialmente ignoto, l’influenza di Andrea Palladio è evidentissima, tanto che per lungo tempo il progetto è stato attribuito alla sua scuola o a collaboratori stretti (come Vincenzo Scamozzi), data la somiglianza stilistica con le opere del maestro presenti nel territorio. L’edificio si distingue per un’eleganza sobria e monumentale, la facciata presenta un maestoso pronao sporgente con quattro colonne di ordine ionico, sormontato da un timpano triangolare che richiama i templi classici. La villa si eleva su un alto podio che ospita i locali di servizio, elevando il piano nobile per proteggerlo dalle frequenti inondazioni dell’epoca e per conferirgli maggior prestigio visivo ed è immersa in un suggestivo giardino storico, che contribuisce a isolare la dimora in un’atmosfera di quiete aristocratica. Il vero tesoro della villa risiede all’interno. Le sale del piano nobile sono interamente decorate da un ciclo di affreschi di scuola veneta (attribuiti a vari artisti, tra cui spicca l’influenza di Giallo Fiorentino): Le pitture raffigurano scene mitologiche, allegorie delle virtù e paesaggi bucolici.

Barchessa Il Fenilon
La prima immagine del Fenilon, allora chiamato “Fenile” risale al 1564. Esso era il più importante edificio di un complesso produttivo legato all’allevamento che faceva capo a Villa Badoer, di Andrea Palladio; la costruzione è lunga circa 60 metri e larga circa 15 metri. L’ampio portico è formato da 13 archi caratterizzati da capitelli di tipo cubico di chiara origine medievale. La struttura è chiaramente parte di un progetto unitario, pensato con tutta probabilità da Giorgio Cornaro. È possibile che il Fenilon fosse una pertinenza della vecchia abitazione a Fratta delle famiglie Loredan e Badoer che, restaurata ed ampliata, divenne nella seconda metà del Cinquecento Villa Grimani ora Avezzù. All’inizio del Cinquecento l’agricoltura iniziò ad avere un ruolo importante per la Serenissima Repubblica di Venezia e per il suo patriziato, al punto che Alvise Cornaro, intellettuale e bonificatore di terre, la definì “La Santa Agricoltura” e spinse il governo della Serenissima a creare nel 1556 la Magistratura ai Beni Inculti, che gestiva le bonifiche. Nello stesso anno venne costruita da Andrea Palladio Villa Badoer, quasi a sottolineare il legame indissolubile tra la villa ed il territorio bonificato. Alla fine del Cinquecento il Fenilon passò completamente alla famiglia Badoer, e formò così un’unica proprietà; essa rimase indivisa fino al 1964, quando Villa Badoer venne venduta all’Ente Regionale Ville Venete, che a sua volta la cedette alla Provincia di Rovigo, mentre parte del Fenilon e la sua corte appartengono ancora agli ultimi proprietari del complesso.

Parco Labia: Un’Oasi di Storia e Natura
Situato nel cuore di Fratta Polesine, a pochi passi dalla celebre Villa Badoer, il Parco Labia, circondato da un muro di cinta, si estende per una superfice di circa quindicimila metri quadrati, è la cornice ideale per celebrare l’Ottavo Raduno Mondiale dello Spinone italiano. Questo giardino storico, annesso alla settecentesca Villa Labia, incarna il fascino discreto e autentico della campagna veneta. I suoi ampi spazi verdi, punteggiati da alberi secolari e architetture gentilizie, offrono un contesto di rara bellezza. Il parco garantisce ampie zone d’ombra e percorsi suggestivi, ideali per accogliere i partecipanti da tutto il mondo e permettere ai cani di muoversi in un ambiente sereno e armonioso.












